QUEL GIORNO CHE UNA PORSCHE ENTRÒ IN MERIDA ITALY

Pubblicato il 27/04/2022

La passione non ha confini, la passione non ha oggetti ma soggetti, la passione è qualcosa che hai dentro e che non riesci mai a spiegare al meglio. E la passione non è mai singola, è un sentimento variegato e multiplo, e quando due attrazioni di incontrano, succede qualcosa di magico.

È quello che è successo in un pomeriggio di fine aprile, quando le porte di Merida Italy si sono aperte per accogliere una autovettura speciale, di quelle che fanno girare la testa quando le vedi per strada. Per poche ore il nostro showroom ha fatto spazio alla Porsche 911 GT3 Cup del team Raptor Engineering di Modena, la scuderia impegnata nel campionato Porsche Carrera Cup Italia e che lo scorso anno ha vinto il titolo della Michelin Cup nella stessa challenge con il pilota Marco Cassarà.

Un momento di incontro tra passioni, seppur diverse, ma che hanno molto da condividere, a partire dalla massima ricerca e la cura dei dettagli. La Porsche che è entrata per poche ore nel cuore italiano di Merida è un concentrato di tecnologia e staresti ore ad ascoltare Andrea Palma, il team principal del team Raptor Engineering, mentre descrive i particolari della vettura. Dalla carrozzeria in carbonio di una leggerezza strepitosa ai mille tasti e bottoni presenti sul volante, dall’apertura del retro per ammirare la potenza di un motore agli interni spartani della guida, dove ogni adulto ritorna bambino.

Sentire il rombo del motore di una Porsche da competizione non può lasciare indifferenti, ne percepisci tutta la potenza. È una melodia per taluni, una sinfonia per altri. È la scintilla che fa scattare il sogno di poterla guidare, un giorno. Chissà. Intanto ci si accontenta di vederla, ammirarla, e persino accarezzarla, come fosse un docile animale pronto a scattare in una caccia alla vittoria. Mentre camminiamo intorno alla Porsche ascoltiamo la passione che emerge dai racconti di Andrea, quella tonalità di voce che ritroviamo nelle parole di ogni ciclista quando ha pedalato con la propria Scultura per una intera giornata. Qualcuno dirà che non è la stessa cosa, ma noi crediamo che l’attrazione irresistibile per una passione non possa essere declinata o scomposta: quella per il motorsport ha la stessa intensità che ritroviamo nel ciclismo. certo, elementi come velocità, brivido, sudore, rischio, strategia, dolore hanno interpretazioni diverse, ognuna per la propria disciplina.

Ma quando Paolo Fornaciari, che di Merida Italia è il numero uno, risponde alle domande di Andrea sulla composizione della Scultura Team V, allora capisci che i due parlano la stessa lingua, guardano l’oggetto allo stesso modo, vivono una professione con lo stesso impegno. Potrebbero stare seduti in un salotto per ore a disquisire di dettagli tecnici, ed entrambi si alzerebbero contaminati dalla conoscenza altrui. È questo il magico incontro tra tecnologia e passione.